
Code Painting
Mostra di pittura di Corridoni e Gabriel De Gaudi: il braille, il colore e i codici della creazione tra vedere e comprendere.
Code Painting presenta nuove serie di dipinti, che, volontariamente o meno, sono soggetti a forze che li distruggono e li riformano. Le opere affrontano le mitologie della creazione,, tracciando i confini sottili tra fare, distruggere e ricreare nell'arte, attivando nuovi codici nel linguaggio, nella vita.
Mettendo in primo piano gli atti di creazione dei segni, la mostra stabilisce parallelismi emotivamente significativi tra come percepiamo il mondo e il mondo materialmente presente della pittura stessa.
Il dialogo tra i due artisti attiva una narrazione polivalente nella quale è protagonista indiscussa la pittura come tensione, afasia, rivelazione e codice.
Nella serie "Blind Series", Corridoni lavora sulla distanza tra vedere e capire, tra trasmettere un messaggio e riuscire a raggiungere l'altro. Il braille, una scrittura nata per superare una barriera sensoriale, viene sottratto alla funzione per cui esiste.
Nei dipinti più recenti i punti sembrano emergere dalla tela, ognuno con la propria luce e la propria ombra, ma la superficie è piatta: la pittura rende visibile un linguaggio che non si può più leggere attraverso il senso per cui è stato concepito.
La contraddizione assume forme diverse, in "The Meaning": una pagina di braille autentico, leggibile con le dita, sta dietro una lastra trasparente. Il linguaggio rimane integro, ma la possibilità di accedervi viene negata. Le frasi della serie sono richieste di attenzione, tentativi di contatto, dichiarazioni di impotenza. Si rivolgono a uno spettatore che può vedere senza leggere, riconoscere senza comprendere, avvicinarsi senza riuscire a entrare in relazione.
In questa serie il braille, prima che una metafora, è una scrittura. Corridoni ne altera concretamente le condizioni di lettura. Le opere mettono così in discussione un presupposto apparentemente ovvio, eppure sempre più fragile: che rendere disponibile un'informazione significhi renderla davvero accessibile.
La pittura di Gabriel De Gaudi si muove lungo il confine sottile che separa il pensiero dalla sua resa cromatica e visiva.
Il ciclo "Mente Nuda" costituisce una radicale apertura. Nelle opere di questo progetto la superficie pittorica si spoglia di ogni sovrastruttura. Il colore non rimane un elemento passivo, ma agisce come campo di frequenza e massa visiva, trattenendo la luce per poi restituirla come tensione pura.
È una pittura che chiede una presenza diretta: un punto di rottura, un' 'ebollizione' interna in cui il campo cromatico sollecita chi osserva, chiamando lo spettatore a entrare in risonanza con lo spazio dell'opera e a fare esperienza della sua totale e nuda essenza.
I materiali grafici della mostra sono stati realizzati dal digital designer Roberto Cannarile in collaborazione con AAC Platform. Dal 2018, Cannarile lavora con la tecnologia e i nuovi media, spaziando dai video d'animazione alla creazione di esperienze e ambienti digitali.
Tra le sue collaborazioni: Fabrica Research Centre, la residenza artistica del Gruppo Benetton a Treviso.
Marco Corridoni (San Severino, 1991) vive a Verona, lavora tra disegno, pittura e tecnica mista.
Le sue opere mettono in scena immagini accessibili solo in…
