
Sarà par la prossima volta
Monologo teatrale ironico e surreale sul dietro le quinte e lo scontro generazionale nel mondo dello spettacolo
Un attore entra in teatro con una valigia. Non sa ancora che, prima ancora dello spettacolo, sta già iniziando lo spettacolo.
Tra confessioni al pubblico, ricordi di una vita passata tra tournée improbabili, camerini di fortuna e colleghi eccentrici, prende forma un monologo ironico e surreale sul mestiere dell’attore e sul senso del successo. Il palcoscenico diventa un camerino a cielo aperto dove si mescolano comicità, amarezza e sogni mai del tutto realizzati.
Accanto a lui compare un giovane direttore di scena: pragmatico, disilluso, allergico alla parola “passione”. Il confronto tra i due genera uno scontro generazionale fatto di battute fulminanti, paradossi e verità spesso scomode.
In questo dialogo serrato si riflettono due modi opposti di guardare alla vita: da una parte chi crede ancora nel teatro come vocazione, dall’altra chi vede il lavoro solo come un mezzo per guadagnare. Il risultato è una commedia brillante e pungente che racconta con ironia il dietro le quinte del mondo dello spettacolo, tra illusioni, frustrazioni e la ricerca ostinata di un applauso vero.
Ma quando la realtà bussa alla porta — una tournée che salta, un sistema che premia sempre gli stessi — il confine tra scena e vita comincia a sgretolarsi. E forse lo spettacolo più autentico è proprio quello che accade prima che il sipario si apra.
Même lieu : TEATRO YVES MONTAND
8Et si vous tentiez …
Des envies qu'on ne vous montre pas encore, mais qui bougent près de chez vous.








